APPALTI VERDI E CRITERI AMBIENTALI MINIMI NEI CONTRATTI PUBBLICI

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L’assegno bancario o circolare va intestato a ITA Srl.

Il bonifico bancario è da effettuarsi presso:
BANCA DEL PIEMONTE
IBAN: IT55 D030 4801 0000 0000 0088 066

ITA rispetta gli obblighi della L. 136/2010 e dispone di conto dedicato, il nominativo del soggetto delegato sarà comunicato in sede di iscrizione.

Qualora non pervenga disdetta scritta almeno 5 giorni lavorativi prima della data del corso verrà fatturata l'intera quota di partecipazione. In ogni momento è possibile sostituire il partecipante.

Informativa ex art. 13 e art. 14 regolamento 2016/679/UE

Programma del corso

Il contesto comunitario
– gli appalti pubblici verdi come strumento di politica ambientale dell’Unione Europea: le comunicazioni delle Commissioni 274 del 4 luglio 2001 sulle considerazioni di carattere ambientale negli appalti pubblici e 302 del 18 giugno 2003 sulla politica integrata dei prodotti
– i criteri comuni europei di Green Public Procurement nella Comunicazione (2008) 400 “Appalti pubblici per un ambiente migliore”
– appalti verdi e modello di economia circolare
– il libro verde sugli appalti del 2011 e il Manuale su “appalti verdi” della Commissione Europea
– la promozione dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale nelle fonti comunitarie fino alle Direttive 2014/25/UE, 2014/24/UE e 2014/23/UE, sugli appalti pubblici nei settori ordinari, speciali e sulle concessioni
– la giurisprudenza della Corte di Giustizia: i casi Concordia bus Finland (utilizzo di veicoli a ridotto impatto ambientale) e EVN (fornitura energia proveniente da fonti rinnovabili)

La legislazione nazionale
– l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nella L. n. 221/2015 (art. 18), nell’art. 34 del D. Lgs. n. 50/2016 e nel Decreto c.d. “correttivo” n. 56/2017
– l’inserimento delle esigenze ambientali nelle fasi della procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici e delle concessioni; principi di proporzionalità, non discriminazione, pertinenza con l’oggetto del contratto, precauzione, accessibilità
– l’art. 34 del D. Lgs. n. 50/2016 e la questione dell’obbligatorietà dei CAM e delle altre norme del Codice sugli obiettivi ambientali; se sia possibile limitare l’impiego dei CAM (ad es. in base
all’importo a base di gara) o introdurli gradualmente
– la subordinazione del principio di economicità ai valori ambientali nel Codice degli appalti
– la rilevanza dei CAM negli appalti pubblici: requisiti di qualificazione per la partecipazione alla gara, fattori premianti nella valutazione dell’offerta, specifiche tecniche e clausole contrattuali in fase esecutiva
– la nuova offerta economicamente più vantaggiosa nel Codice degli appalti: il criterio del costo del ciclo di vita, altri fattori premianti di carattere ambientale (ad es. controlli sul livello delle emissioni, manutenzione)
– gli appalti verdi e il recentissimo D.L. n. 32/2019 (c.d. Sbloccacantieri): il ritorno al prezzo più basso, l’incremento della componente economica nella valutazione dell’offerta: ripercussioni sui CAM

La disciplina attuativa
– il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dell’11/4/2008, modificato con DM 4/4/2013: struttura del Piano, obiettivi, settori di intervento, procedura per la definizione dei CAM,
Comitato di gestione; linee Guida per l’applicazione del Piano elaborate dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) nel gennaio 2017
– i decreti del Ministero dell’Ambiente contenenti i CAM: natura amministrativa o regolamentare, efficacia
– formazione dei bandi di gara e modalità di redazione delle “clausole verdi”: presupposti e condizioni di legittimità; il ruolo dell’“impronta ecologica”
– la necessità di considerare i CAM nella determinazione della base d’asta (TAR Emilia-Romagna, sent. n. 241/2018)
– quando un appalto può definirsi “verde”: la definizione di appalto verde secondo il metodo CONSIP
– il Regolamento per la valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato “Made Green in Italy” adottato dal Ministero dell’Ambiente
– il problema della formazione delle stazioni appaltanti: il protocollo d’intesa tra il Min. dell’Ambiente e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sottoscritto il 2/08/2017
– il Protocollo ANAC-Ministero dell’Ambiente
– il Progetto CreiamoPA

Questioni applicative
– distinzione tra i CAM da inserire nella fase di progettazione e quelli richiesti in fase di esecuzione
– ammissibilità di varianti migliorative con i CAM solo rispetto a progetto a base di gara elaborato nel rispetto dei CAM
– problema dell’aggiornamento dei prezziari regionali per i materiali per i quali è prevista in progetto l’applicazione dei CAM
– il cumulo tra certificazione dei CAM e attestazione SOA negli appalti di lavori: la delibera ANAC n. 1129 del 5 dicembre 2018
– l’accertamento ed il controllo in procedura di gara dei requisiti ambientali: preferenza della certificazione Emas e dei certificati rilasciati da organismi accreditati
– il possesso della certificazione quale criterio di ammissibilità delle offerte
– l’etichettatura dei prodotti nell’art. 43 della Direttiva 2014/24/UE
– possibilità di sostituire la certificazione ambientale con altra idonea documentazione tecnica
– se il possesso della certificazione relativa al sistema di gestione ambientale sia suscettibile di avvalimento: il parere ANAC
– omessa dichiarazione nell’offerta dell’impegno al rispetto dei CAM e soccorso istruttorio
– certificazione ambientale per una parte dell’attività oggetto dell’appalto e riduzione della cauzione
– rimedi per la mancata applicazione dei CAM negli atti di gara da parte delle stazioni appaltanti: soggetti legittimati ad impugnare il bando (impresa non partecipante; enti
esponenziali)
– la vigilanza ANAC
– rilevanza dei criteri di sostenibilità ambientale e sociale nell’attività di progettazione e affidamento ai fini della qualificazione della stazione appaltante
– affidamento di appalto ecocompatibile ma più oneroso: responsabilità contabile o civile del dirigente?

 

RELATORI
Fabrizio Fedeli
Avvocato dello Stato
Vice Capo Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente
Camilla Veturi
Docente di Diritto Ambientale Avvocato Sogesid s.p.a attualmente distaccata presso l’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente

 

Data e Sede
Giovedì 11 e Venerdì 12 Luglio 2019
Roma – Hotel Bernini Bristol
Piazza Barberini, 23
Orario
Primo giorno: 9,00 – 13,00 / 14,30 – 17,00
secondo giorno: 9,00 – 13,00

 

 

Note organizzative del corso

Modalità di iscrizione
Telefonare alla Segreteria ITA (011/56.11.426 – 56.24.402 – 54.04.97).
In seguito confermare l’iscrizione via e-mail (ita@itasoi.it) o compilare la scheda sul sito www.itasoi.it.

Quota di partecipazione individuale
Euro 1.450,00 più IVA
La quota di partecipazione è comprensiva di documentazione, colazioni di lavoro e coffee-break. SONO PREVISTE CONVENZIONI-ABBONAMENTI E CONDIZIONI AGEVOLATE PER ISCRIZIONI MULTIPLE. PER INFORMAZIONI CONTATTARE LA SEGRETERIA ITA.

Modalità di pagamento
Versamento della quota con:
– invio di assegno bancario o circolare intestato a ITA Srl;
– bonifico bancario da effettuarsi presso Banca del Piemonte IBAN: IT55 D030 4801 0000 0000 0088 066

Prenotazione alberghiera
La Segreteria ITA è a disposizione dei partecipanti per prenotazioni alberghiere a tariffe preferenziali nei limiti delle disponibilità.

Disdetta iscrizione
Qualora non pervenga disdetta scritta almeno 5 giorni lavorativi prima della data dell’evento verrà fatturata l’intera quota di partecipazione. In ogni momento è possibile sostituire il partecipante.

Codice MEPA
GA19D106A

Crediti Formativi

La richiesta dei Crediti Formativi Professionali presso l’Ordine degli Avvocati di Roma deve pervenire alla Segreteria ITA almeno 24 giorni prima della data del corso.

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